Alla Juventus i soldi si possono anche anticipare
di Salvatore Napolitano
8/7/2004
Beati monoculi in terra caecorum. E' la massima applicabile da tempo ai
conti della Juventus, sempre che si voglia leggerli con un briciolo di attenzione.
Ma lo ha finalmente ammesso anche Antonio Giraudo davanti alla commissione
parlamentare di indagine conoscitiva sul calcio italiano: lo scorso 11 maggio,
commentando le ragioni che avevano portato la Juventus a rinnovare il contratto
con Sky, in scadenza il 30 giugno 2005, l'amministratore delegato è
stato categorico: «Era doveroso per noi concludere quel contratto, anche
per la prevista anticipazione di parte del pagamento. Se così non fosse
avvenuto, nel mese di giugno ci saremmo trovati con una gravissima situazione
finanziaria, dovendo decidere immediatamente un aumento di capitale».
E il 28 giugno la Juventus ha ripetuto l'affare, stavolta con Mediaset: ha
concluso un accordo triennale, valido fino alla stagione 2006-2007, per la
cessione dei diritti tv relativi al digitale terrestre, pari a 32 milioni,
ricevendone immediatamente 20. E l'offerta commerciale partirà dalla
stagione 2005-2006.
Insomma, solo incassando con almeno un anno di anticipo fette consistenti
di ricavi (circa 150 milioni e mezzo di euro nel bilancio 2001-2002, saliti
poco oltre i 165 milioni in quello 2002-2003), in corso Galileo Ferraris riescono
a mantenere l'equilibrio finanziario. Per rispettare quello economico, il
30 giugno dell'anno scorso, la Juve ha venduto il 27,2% della Campi di Vinovo
Spa, ottenendo una plusvalenza di 32 milioni e mezzo di euro e concendendo
all'acquirente il diritto di rivendere proprio alla Juve la stessa quota allo
stesso prezzo: ciò ha permesso al bilancio di chiudere con un modesto
utile pari a 2 milioni e 150mila euro. Vedremo se quest'anno inventeranno
un marchingegno altrettanto geniale per non finire in rosso.
(Fonti: www.panorama.it e www.indiscreto.it)
