Parma, Tanzi e Gea: dov'è la novità?
di Marco Liguori e Salvatore Napolitano
17/12/2003
Da pochi mesi la famiglia Tanzi, al centro della crisi che ha coinvolto la
Parmalat, sembra essere uscita dall'azionariato della Gea: ma è proprio
così? Il dubbio è più che lecito e gira intorno alla
figura di un socio subentrato da pochi mesi: Oreste Luciani. E' un nome sconosciuto
agli addetti ai lavori del calcio, ma è un professionista molto famoso,
dal momento che è sindaco di numerose società. Qualcuna di esse
versa peraltro in cattive condizioni, come la Gandalf, dove ricopre l'incarico
di presidente del collegio sindacale: è una piccola compagnia aerea,
quotata al Nuovo Mercato di Piazza Affari, il cui bilancio 2002, agli inizi
di dicembre, è stato impugnato dalla Consob, la commissione di controllo
delle società di Borsa, davanti al Tribunale. Che cosa ci fa dunque
uno come Luciani nel variegato mondo del pallone?
Per capire meglio la questione, occorre fare un passo all'indietro. La Gea
è una famosa società di procuratori, che controlla circa 150
tra giocatori e allenatori di serie A e B, ed è etichettata come un'accolita
di pargoli celebri. E' nata nell'ottobre 2001, il suo presidente è
Alessandro Moggi, figlio del direttore generale della Juventus, Luciano, ed
i suoi azionisti alla pari sono la Football Management e la General Athletic,
che detengono ciascuna il 45%. Il restante 10% è nelle mani di Riccardo
Calleri, figlio dell'ex presidente di Torino e Lazio, Gian Marco. A sua volta,
la Football Management è posseduta per il 60% dallo stesso Alessandro
Moggi e per il 40% da Francesco Zavaglia. L'azionariato della General Athletic
è stato invece una lunga fonte di misteri. E continua ad esserlo: fino
all'aprile 2003, il 60% era suddiviso in parti uguali tra Chiara Geronzi,
giornalista del Tg5 e figlia del numero uno della galassia bancaria Capitalia,
Cesare, Andrea Cragnotti, figlio di Sergio, ex numero uno della Cirio e della
Lazio, e Francesca Tanzi, figlia di Calisto, fino all'altro ieri presidente
del gruppo Parmalat. L'altro 40% era in mano ad una fiduciaria di Capitalia:
la Romafides. Quale irriferibile segreto celava il socio che si è sempre
voluto mimetizzare dietro lo schermo della fiduciaria?
Nessuno dei figli famosi aveva ritenuto necessario nascondersi, nonostante
gli intrecci evidenti con i padri, ed i relativi conflitti di interesse: ma
un socio sì. Nemmeno alcune interpellanze parlamentari, sia della Lega
che dell'Ulivo, sono riuscite a far luce sulla vicenda. Da fine aprile, l'azionariato
è cambiato. Il piccolo colpo di scena ha mandato in tilt anche la Camera
di Commercio, perché la General Athletic aveva presentato due documenti
contrapposti: in uno si sosteneva che i soci fossero gli stessi, nell'altro
che fossero cambiati. Sciolto il dilemma, la nuova composizione azionaria
della società vede la scomparsa di Romafides e del suo mistero, di
Andrea Cragnotti e di Francesca Tanzi: al loro posto, Chiara Geronzi, che
ha incrementato la sua quota al 46%, e tre neo-entrati. Giuseppe De Mita ha
il 26%, ma era già consigliere della Gea: tutttavia, il figlio dell'ex
segretario democristiano, Ciriaco, resta contemporaneamente direttore generale
della Lazio, nonostante l'evidente conflitto di interessi. Riccardo Calleri
ha il 2% e proprio Oreste Luciani ha il 26%: egli era fra l'altro già
consigliere della General Athletic.
Ma i suoi legami con la famiglia Tanzi sono più d'uno: a cominciare
da quello evidentissimo nella Chiori s.r.l., che ha sede a Parma, dove Luciani
è socio insieme a Francesca Tanzi. Egli ne detiene il 49%, mentre la
figlia di Calisto il 51%. Di questa società, Luciani è anche
l'amministratore unico. I conti della Chiori non brillano affatto: essa ha
un capitale sociale di 21mila euro, e svolge, o almeno dovrebbe in base alle
dichiarazioni allegate al bilancio, attività di acquisto, detenzione,
vendita e gestione di partecipazioni in altre società. Ma non c'è
traccia di dinamismo nell'operatività: l'unico pacchetto detenuto è
quello di controllo della Valorizzazioni Turistiche s.r.l., che non ha distribuito
dividendi né durante il 2001 e neppure nel 2002. Morale della favola,
la Chiori ha chiuso entrambi gli esercizi senza incamerare un solo euro di
fatturato. E ha totalizzato piccole perdite, pari rispettivamente a 2.063
e a 1.453 euro. Ma Luciani non è solo socio con la Tanzi junior, ma
è anche sindaco di diverse società del gruppo Parmalat: del
Parma Calcio, della Panna Elena C.P.C., della Saral s.r.l., della Streglio
Spa e della Interlatte Spa. Dulcis in fundo, le attività ricreative:
Luciani e Calisto Tanzi sono tra i numerosi soci di un circolo esclusivo,
il La Rocca Golf. Chissà se si saranno mai sfidati a chi fa buche con
il minor numero di colpi: e soprattutto sarebbe interessante sapere chi ha
vinto.
(Fonti: www.ilmanifesto.it e www.indiscreto.it)
